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KAIROUAN 2009

Kairouan ridimensionata

Kairouan, iscritta dall’UNESCO, tra i patrimoni dell’Umanità, è stata Capitale della Cultura Islamica nel 2009. Affascinante, misteriosa, accogliete, Kairouan (Qayrawan), antica capitale degli Emiri aglabiti, è uno dei gioielli della Tunisia, e prima città santa dell’Africa settentrionale, e 4° città santa dell’Islam (dopo la Mecca, Medina e Gerusalemme). È una città di estremo interesse storico, percepibile nella stupenda Medina e nei Bastioni, nonchè dall’alto numero di Moschee e Zaouias (mausolei di santi), o attraverso il fasto delle cerimonie del Mouled (anniversario del profeta Mohamed).


La città vecchia di Kairouan ha affascinato molti artisti. Vanta una bellezza particolare e misteriosa tra le sue stradine, passaggi, volte e cupole scanalate di colore bianco, che si collegano tra loro sotto la benevola protezione della Grande Moschea e del suo maestoso minareto. l souks, sono suddivisi per attività e brulicano di vita. Accanto, in stradine silenziose, tra i bianchi muri intervallati da porte di colore blu pallido, si affrettano delle figure femminili avvolte in veli immacolati, che incrociano talvolta bande di bambini che giocano. Questi quartieri storici sono circondati da mura di mattoni merlati e puntellati da torri e bastioni, e danno alla città vecchia un aspetto venerabile e fuori dal tempo.

Una delle più antiche moschee del mondo e monumento tra i più impressionanti del Maghreb, la Grande Moschea è il simbolo di Kairouan, sia per il suo prestigio religioso, sia per la sua importanza storica e la sua architettura. L'edificio fu fondato nel 670 dal generale arabo Oqba lbn Nafi, che edificò la prima moschea del Maghreb. Esso è stato ricostruito nella sua forma attuale nel 836, sotto la dinastia degli Aglabiti, epoca di prosperità in cui Kairouan era la capitale di una vasta provincia. Questo capolavoro architettonico ha ispirato le altre moschee del Maghreb e rappresenta una testimonianza eccezionale dei primi secoli di presenza musulmana in questa regione del mondo.

Kairouan fu per due secoli una delle più grandi metropoli del Mediterraneo per la sua ricchezza e la sua influenza, che si estendeva fino alla Sicilia musulmana e gran parte del Maghreb. La città ha conservato numerose testimonianze di quest'epoca d'oro. La dinastia degli Aglabiti, fondata nell'800 e dipendente dal califfato abbaside, fece di Kairouan la capitale di una provincia indipendente, l'ifriqiya - l'Africa dei Romani. Il nome degli emiri aglabiti è rimasto legato ai larghi bacini circolari situati nella periferia della città (vedi foto), il più grande dei quali ha un diametro di 128 metri, vestigia di un sistema complesso di serbatoi d'acqua che destarono l'ammirazione di storici del Medio Evo. Sotto il regno degli aglabiti furono costruite la Grande Moschea e la piccola Moschea delle Tre Porte, notevole per la sua facciata intagliata di fregi ed iscrizioni in caratteri arabi. Dopo gli aglabiti, seguirono i regni dei fatimidi e dei principi ziridi. Kairouan, non fu più però la capitale dei nuovi sovrani, restò una città raffinata, abbellendo la Grande Moschea, producendo dei magnifici manoscritti calligrafici e pezzi di valore in ceramica, in bronzo, in vetro e in legno scolpito. l numerosi oggetti delle epoche aglabita e fatimide possono essere ammirati al museo di Raqqada, costruito non lontano da Kairouan sul sito di un'antica residenza principesca.

Kairouan è soprannominata la "città delle trecento moschee". Vista dall'alto, la Medina offre uno spettacolo sorprendente di una moltitudine di cupole bianche disseminate tra terrazze e che segnalano delle tombe di santi musulmani e di "Zaouias", edifici dedicati a dei maestri spirituali che hanno dispensato insegnamenti religiosi a Kairouan. La città, saccheggiata durante l'invasione dei nomadi predatori, conosce un certo declino dopo l'Xl secolo. Ma, resterà fino ai nostri giorni un centro religioso di primo piano. Una delle cupole della Medina, ospita un venerato pozzo antico quanto la città stessa, il pittoresco Bir Barrouta, la cui acqua è sacra: l'acqua è pescata ancora oggi da una "noria" azionata da un dromedario. Si possono visitare inoltre l'antichissima Zaouia de Sidi Abid el-Ghariani, con il suo patio elegante a portico e i suoi plafoni di legno finemente decorati, e la splendida Zaouia de Sidi Amor Abada coperta da cupole, in cui sono esposti oggetti giganti coperti di scrittura pia. Ma la più eccezionale di queste Zaouias è quella di Sidi Saheb, soprannominata "Moschea del Barbiere" che ospita la tomba del compagno del Profeta, che, si dice, aveva conservato in una reliquia tre peli della barba di quest'ultimo. ln questo vasto edificio del XVlI secolo, graziose corti e gallerie adornate di pannelli in ceramica e stucco scolpito traducono un melange d'influenze andaluse e turche.

Città santa, città mitica, Kairouan ha il fascino ammaliante di una città plasmata dalla storia e dalla devozione, gelosa del suo patrimonio e delle sue tradizioni. Un'atmosfera particolare impregna i vecchi quartieri. Nei souks, si scoprono dei tesori. Una bancarella vende dei mergoums, questi tappeti rasati tessuti con motivi geometrici multicolore, un'altra grandi piatti in rame cesellato, un'altra ancora dei sandali in cuoio o delle selle da parata ed oggetti in vimini o degli abiti tradizionali ricamati con la seta. Degli scaffali presentano mucchi di pane di varie forme, dei bigné al miele, della pasticceria ai datteri a forma di piccole losanghe, i makroudhs, che sono una specialità della città. Kairouan è famosa anche per la lavorazione artigianale dei tappeti che portano il suo nome. Questo tipo di tappeto, a punto annodato, utilizza una tecnica particolare, il punto Gordes, dandole una forte tenuta. Sparsi in tutta la città i laboratori di tessitura permettono di assistere al paziente lavoro di artigiane dalle mani esperte. Queste realizzano punto per punto immensi quadri dalla decorazione caratteristica dei tappeti di Kairouan, dai calori cangianti e talvolta colori sobri, quali le tinte naturali della lana di montone.

Fonte: Ufficio Nazionale del Turismo Tunisino

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