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Martedì, CREATIVITÀ
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L'essenza di oggi: chiodi di garofano
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La Tunisia è sicura ?

La Tunisia vive una quotidianità del tutto normale e, al pari di qualsiasi altro stato Europeo e occidentale, non presenta alcun problema di sicurezza per i viaggiatori italiani o di qualsiasi altra nazionalità.
Vi sono problemi interni legati alla disoccupazione e a dissapori politici in seno al Governo: quale stato affacciato sul Mediterraneo oggi non li ha ? (Sottolineamo che dopo la rivoluzione del gennaio 2011 e per i successivi 5 mesi, la nostra Azienda ha chiuso le prenotazioni sui viaggi in Tunisia, nell'attesa dell'evoluzione degli eventi).
I media italiani (e soprattutto il sito della Farnesina) nel parlare della Tunisia, vanno sempre oltre l'aspetto di normalità del Paese, dando unicamente risalto alle manifestazioni sporadiche (peraltro autorizzate ed a cui siamo abituati in Europa).
Desideriamo sottolineare che i percorsi da noi elaborati in Tunisia garantiscono la sicurezza di qualsiasi altro viaggio in Europa.
E nel deserto, dalla notte dei tempi, non si va mai senza una persona del luogo.
Tutti i clienti che tornano si chiedono il perché di una comunicazione cosi "viziata" nei confronti della Tunisia

Marysa Impellizzeri

La Tunisia d'Autore e le sue "Maisons de Charme"

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Tunisia, sotto la sua apparente semplicità e dietro al caldo sorriso della sua gente, è un paese ricco e complesso, moderno sotto molti aspetti, che affonda le sue radici nelle tradizioni berbere degli Amazigh attraversate nel tempo dalle culture e civiltà che di più hanno segnato la storia del Mediterraneo: fenicia, romana, araba, ottomana. A questo si aggiunge un tocco di Andalusia, di Africa nera, di charme francese e colore italiano: un mosaico di grande seduzione.

Tunisia, generosa terra d'Africa, dai colori intensi: dal blu del mare con i banchi di coralli, all’immensità color ocra del Sahara con i suoi miraggi; dal profumo inebriante dei gelsomini, alle bouganvillee scintillanti; la gestualità ed accoglienza sincera della sua gente non possono lasciare indifferenti, una gastronomia straordinaria; una multietnicità storica, che riaffiora con forza e si fa largo tra nuovi scenari internazionali.

Mi lega alla Tunisia un amore speciale e profondo: è il paese dove sono nata, così come molte delle generazioni che mi hanno preceduta fin dal XVII secolo, un paese che mi ha segnata, per sempre.
Una terra straordinaria a poco più di un’ora di aereo dall’Italia capace di offrire nell’arco di soli 700 km di distanza paesaggi completamente diversi.
Finalmente la Tunisia si apre, seppur timidamente, ad un turismo di élite e di intenditori, raffinato e di gran classe. Finalmente può mostrare al mondo un volto autentico, oltre i déjà-vu dei grandi hotels internazionali, con le sue bellezze e le sue contraddizioni, un volto che passa anche attraverso l’arte dell’ospitalità nella sua massima espressione.

Respiro a pieni polmoni il profumo del rosmarino delle sue montagne, bevo dalle sorgenti, passeggio lungo le sponde dei suoi laghi, mi lascio trasportare dalla brezza del mare, mi riparo ora dal sole cocente ora dal freddo dei suoi monti.
Nei vecchi palazzi turchi e arabi mi sembra di percepire ancora la presenza dei fantasmi che li abitano. Mi chino per toccare le pietre antiche a Bulla Regia e Chemtou, accarezzo i muri antichi ed i bastioni.

Fisso le espressioni scavate dal sole nei visi di coloro che raccolgono le olive nei campi, leggo il mio futuro sulle rughe del viso di una donna che porta i fasci di legna sulla schiena. Asciugo le gocce di pioggia che scivolano sul viso di un bimbo che vende il pane sul bordo dell'autostrada.

Tunisia, rifugio dei figli d'Israele, madre della trinità di Dio, e dei figli di Allah. Il mio cuore non basta per contenere l'amore che provo per la mia terra, e la fierezza di esserne figlia. Ogni giorno riscopro la Tunisia, la sento, la immagino, la respiro.

Ho bisogno dell’immensità del Sahara, di un orizzonte sgombro, infinito, dei suoi colori, del movimento dolce delle curve delle sue dune. Lo ammiro con rispetto e devozione: è perfetto, maestoso, padrone! Le dune sono immense, sulla sabbia le tracce della vita che pulsa comunque, e che va e viene, secondo quello che decide il vento; come nelle cose di tutti i giorni… Siedo sulla sommità di una duna per sentire il silenzio, per vedere da lontano i monti, i miraggi, le oasi, il nulla, i nomadi che errano seguendo la loro stella. La gente che abita il Sahara, vive di una filosofia da cui attingo forza: la natura è ostile, ma sono ospitali e curiosi, i loro valori sono saldi, sanno leggere il cielo e la terra, sanno accettare il tempo, compreso quello del loro corpo.
Più in là luccica un piccolo minerale, un miracolo del creato. E penso alla storia della vita, riassunta nei misteri di quest’immensità. La sabbia ha la consistenza del talco e si allontana col vento, spostando le dune, e l’orizzonte: sembra la corsa della vita, mentre l’uomo cerca di afferrarla!
Mi sento piccola nell’immenso, ma forse un po’ meno rispetto alla città…, mi sento sola, ma forse un po’ meno rispetto alla vita di tutti i giorni lassù nel mondo “civile”…

Marysa Impellizzeri